Il cambio euro-dollaro (EUR/USD) continua a rappresentare il termometro principale della finanza globale. I trader di tutto il mondo guardano a questa coppia come a un indicatore di sentiment, di fiducia verso l’economia statunitense e di stabilità europea.
Negli ultimi mesi il cross ha vissuto movimenti significativi, con accelerazioni rialziste e correzioni repentine che hanno aperto scenari tecnici molto interessanti.
L’analisi odierna si concentra su un setup operativo di breve periodo con una visione short, basata su strumenti tecnici avanzati come Fibonacci, volumi profilati (POC e zone di vuoto volumetrico), Fair Value Gap (FVG) e cambiamenti strutturali del prezzo.
Partiremo dai livelli chiave individuati, per poi estendere lo sguardo agli aspetti macroeconomici e agli eventi che questa settimana potrebbero influenzare la volatilità del cross.
Il grafico allegato mostra chiaramente come i massimi di fine luglio abbiano lasciato in eredità una zona di supply importante.
Tale area coincide con un Fair Value Gap (FVG), ossia un vuoto di prezzo creatosi per l’eccesso di momentum che il mercato tende a colmare in fasi successive.
Questa zona non è solo un semplice livello grafico: è un’area in cui domanda e offerta si sono sbilanciate, lasciando un’impronta che oggi diventa un potenziale punto di inversione.
Il contatto con tale FVG, unito al 78% di Fibonacci dell’ultimo impulso ribassista di luglio, rafforza l’idea di una possibile reazione short.
L’analisi volumetrica evidenzia come il Point of Control (POC), ossia il livello di prezzo in cui si è concentrato il maggior volume di scambi, sia collocato in area 1,16489 dollari.
Questo livello funziona spesso come una calamita per i prezzi, attorno al quale il mercato tende a gravitare prima di assumere una direzionalità ben definita.
La dinamica che ne deriva apre a due possibili sviluppi: da un lato, una pressione ribassista in grado di spingere i prezzi verso la zona di vuoto volumetrico situata in area 1,14939; dall’altro, la possibilità di una fase di congestione al di sopra del POC, funzionale all’accumulo di ordini prima della rottura definitiva.
Parallelamente, l’applicazione delle estensioni di Fibonacci sull’ultimo impulso rialzista di breve periodo individua un livello di grande importanza: il 161%, che coincide esattamente con quota 1,14711 dollari.
Non si tratta di un punto casuale, ma di un supporto statico che trova ulteriore forza grazie alla confluenza con altri fattori tecnici.
Questo livello agisce come un polo naturale di attrazione per il mercato in caso di prosecuzione del movimento ribassista.
I target operativi di breve e medio periodo confermano questa struttura: il primo obiettivo, più vicino, è individuato in area 1,16864 come possibile presa di profitto, mentre la proiezione più estesa guarda a 1,14720, livello che rafforza lo scenario di una correzione più ampia.
Il setup operativo sul timeframe a 15 minuti, pensato per trader intraday e scalper con una buona esperienza, si fonda su una sequenza precisa di azioni.
La strategia prevede innanzitutto l’attesa di un ritracciamento all’interno della FVG zone, momento in cui il mercato tende a colmare il gap di valore lasciato in precedenza.
Una volta osservata la rottura del cambio di carattere della struttura (ChoCH) sul grafico a 15 minuti, diventa possibile confermare l’avvio di una nuova direzionalità.
A quel punto, l’ingresso short risulta più affidabile, soprattutto se accompagnato da una gestione dinamica della posizione che tenga conto della confluenza di fattori tecnici come la supply zone, i livelli di Fibonacci e l’analisi volumetrica.
Oltre alla tecnica, è essenziale considerare i fattori fondamentali che questa settimana potrebbero incidere sul cambio.
Per confermare il setup è utile osservare il comportamento di altri asset strettamente correlati.
L’oro (XAU/USD) si trova in una fase di consolidamento al di sopra dei 3.350 dollari l’oncia, con la possibilità concreta di un breakout verso l’area 3.400–3.450.
La correlazione storica tra oro ed euro-dollaro mostra come entrambi tendano a muoversi nella stessa direzione contro il biglietto verde, rendendo questo segnale particolarmente rilevante.
Anche l’indice del dollaro (DXY) fornisce indicazioni importanti: i suoi segnali di indebolimento strutturale aumentano la probabilità che il movimento ribassista dell’EUR/USD non sia l’inizio di un trend discendente di lungo periodo, ma piuttosto una fase correttiva.
Infine, i mercati azionari, con Wall Street che continua a mostrare resilienza, rappresentano un ulteriore fattore da monitorare.
Una correzione più profonda degli indici americani, infatti, potrebbe spingere gli investitori a cercare rifugio nel dollaro, rafforzandolo temporaneamente e incidendo così sulla direzione della coppia valutaria.
Le proiezioni settimanali sull’EUR/USD offrono un quadro chiaro delle possibili direzioni di mercato.
Lo scenario rialzista, considerato meno probabile, vedrebbe un superamento deciso dell’area di 1,1720, capace di aprire spazio verso quota 1,1850.
Più concreto appare ivece lo scenario ribassista, sostenuto da una pressione costante sotto 1,1648, che potrebbe condurre i prezzi dapprima a 1,1493 e in seguito a 1,1471. In questo contesto, il cambio si trova in un punto tecnico di particolare rilievo, dove si intrecciano supply zone, gap di valore, livelli volumetrici e supporti di Fibonacci.
La visione dominante rimane ribassista nel breve termine, con un target primario fissato a 1,16864 e proiezioni che si estendono fino a 1,14720. Tuttavia, l’evoluzione dei prossimi dati macroeconomici, soprattutto quelli relativi all’inflazione e al mercato del lavoro statunitense, avrà un ruolo determinante nell’accelerare il trend in atto o nel favorire una fase di consolidamento più lunga.
In definitiva, la convergenza tra segnali tecnici e fattori macroeconomici delinea un terreno fertile di opportunità operative per trader intraday e swing, in un mercato che resta vivace e denso di spunti strategici.

Leonardo rafforza il suo posizionamento globale puntando su tecnologia, difesa e sistemi integrati. La visione industriale si riflette anche in Borsa, con una struttura tecnica solida. Secondo l’analisi tecnica basata sul mio metodo, il target price si colloca in area 68 euro.

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