La settimana comincia con Wall Street sui massimi storici e l’Asia prevalentemente positiva, ma il rialzo del petrolio impedisce al mercato di trasformare il debole rapporto sul lavoro americano in un segnale completamente favorevole.
Il Brent torna verso 85 dollari perché la riapertura dello Stretto di Hormuz resta subordinata a condizioni che Stati Uniti e Iran non hanno ancora condiviso. Il dollaro recupera dal minimo degli ultimi due mesi, USD/JPY supera nuovamente 158 e il Treasury decennale rimane vicino al 4,65%.
Con un calendario macroeconomico leggero, la seduta sarà guidata soprattutto da petrolio, rendimenti e posizionamento in vista dell’inflazione americana di mercoledì.
Asia positiva, ma la Cina rimane indietro
Il Nikkei guadagna circa il 2%, sostenuto da tecnologia e semiconduttori. Il Kospi sale dello 0,8% e l’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone avanza dello 0,7%.
Le blue chip cinesi arretrano invece dello 0,7% dopo i dati sull’inflazione:
- CPI annuale: 0,5%;
- inflazione core: 0,9%;
- PPI annuale: 3,5%, dal precedente 4,1%;
- prezzi alimentari: −1,5%.
L’energia meno costosa ha ridotto la pressione sui prezzi alla produzione, ma il rallentamento evidenzia anche la debolezza della domanda interna. Consumi, immobiliare e sicurezza occupazionale rimangono i principali problemi dell’economia cinese.
Giappone: azioni in rialzo, conti con l’estero in rosso
Il Giappone ha registrato a giugno un disavanzo delle partite correnti pari a 923 miliardi di yen, contro un surplus di 3.968 miliardi nel mese precedente. È il primo deficit da circa un anno e mezzo.
L’indagine Eco Watchers è però migliorata da 44 a 45,7 punti, superando le attese. Il dato indica una percezione meno negativa delle condizioni economiche da parte delle attività più esposte ai consumatori.
La sintesi dell’ultima riunione della Bank of Japan ha inoltre mostrato crescente attenzione ai rischi inflazionistici. Una parte dei membri ritiene possibile un ritmo di normalizzazione monetaria più rapido.
Il Nikkei beneficia della forza di Wall Street, ma il ritorno di USD/JPY sopra 158 segnala che il differenziale dei tassi continua a prevalere sugli effetti dell’intervento valutario.
Hormuz spinge nuovamente il petrolio
Il Brent sale dell’1,4% e si avvicina a 85 dollari, mentre il WTI tratta nell’area 78,50–78,75.
Iran e Oman dichiarano che l’accordo tecnico sulle nuove rotte navali è nella fase finale. Teheran continua però a subordinare la riapertura completa dello stretto a compensazioni, rimozione delle sanzioni e fine del blocco americano.
Il traffico attraverso Hormuz rimane fortemente ridotto. L’incertezza è aumentata dopo l’attacco a una nave collegata ad ADNOC durante il weekend.
Il rialzo del greggio riporta sul mercato un premio inflazionistico proprio mentre il rapporto sul lavoro americano aveva ridotto le probabilità di un aumento dei tassi a settembre.
Wall Street parte dai record
Venerdì gli indici statunitensi hanno terminato la settimana in rialzo:
- S&P 500: 7.757,64, +0,62%;
- Nasdaq Composite: 26.690,62, +1,30%;
- Dow Jones: 54.036,93, +0,28%.
Nella settimana il Nasdaq ha guadagnato il 5,19%, l’S&P 500 il 3,58% e il Dow il 2,96%.
La reazione è arrivata dopo il calo di 23.000 occupati non agricoli a luglio. Le probabilità attribuite dal mercato a un rialzo Fed a settembre sono scese dal 67% di una settimana fa a circa il 44%-45%.
I future sull’S&P 500 avanzano dello 0,1% e quelli sul Nasdaq dello 0,3%. Il rally rimane sostenuto dagli utili: escludendo componenti straordinarie di Alphabet e Amazon, la crescita degli utili dell’S&P 500 è stimata intorno al 30%.
Dollaro, rendimenti e oro
Il Dollar Index recupera verso 99,70 dopo avere raggiunto il livello più basso dal 2 giugno.
EUR/USD tratta nell’area 1,1551–1,1553, GBP/USD vicino a 1,3486 e USD/JPY intorno a 158,30–158,35. Il dollaro australiano scende a 0,5887 in attesa della decisione della Reserve Bank of Australia di martedì.
Il Treasury decennale oscilla tra il 4,64% e il 4,66%. Questa settimana il Tesoro statunitense collocherà circa 125 miliardi di dollari di nuovo debito: domanda e rendimento delle aste saranno importanti per azioni growth e dollaro.
L’oro spot quota circa 4.346,85 dollari, dopo avere guadagnato oltre il 7% nella settimana precedente. I future americani trattano vicino a 4.406,80.
Bitcoin supera nuovamente 65.000 dollari
Bitcoin quota circa 65.235 dollari, all’interno di un intervallo verificato tra 64.756 e 65.348. Ether rimane vicino a 1.625 dollari.
La tenuta delle criptovalute conferma una propensione al rischio ancora positiva, ma Bitcoin non ha prodotto un’espansione paragonabile a quella settimanale del Nasdaq. La correlazione dovrà essere verificata con i volumi della sessione americana.
Calendario economico della giornata
| Ora italiana | Evento | Paese | Impatto | Asset sensibili |
|---|---|---|---|---|
| 01:50 | Partite correnti, prestiti bancari e sintesi BoJ | Giappone | Alto | JPY, Nikkei, JGB |
| 04:30 | Asta governativa triennale | Corea del Sud | Medio | KRW, bond coreani |
| 05:00 | Fiducia dei consumatori | Indonesia | Basso/medio | IDR, azioni locali |
| 07:00 | Indagine Eco Watchers | Giappone | Medio | JPY, Nikkei |
| 08:00 | Produzione industriale | Arabia Saudita | Medio | Petrolio, SAR |
| 09:00 | Produzione industriale | Turchia | Medio | TRY |
| 09:00–10:30 | Apertura e costruzione del range europeo | Europa | Alto | DAX, EUR/USD, Bund |
| 15:00 | Aste BTF a 3, 6 e 12 mesi | Francia | Medio | OAT, EUR |
| 15:30 | Apertura Wall Street | USA | Alto | Indici e azioni |
| 17:00 | Annuncio preliminare buyback del Tesoro | USA | Medio/alto | Treasury, USD |
| 17:30 | Aste Treasury Bill a 3 e 6 mesi | USA | Medio | Rendimenti, dollaro |
| 22:00 | Chiusura Wall Street | USA | Alto | Indici, ETF, opzioni |
Non sono previste pubblicazioni macroeconomiche statunitensi di primo piano.
Asset da monitorare
- Brent: area 85 misura la persistenza del premio geopolitico.
- Treasury decennale: deve assorbire una settimana di nuove emissioni.
- USD/JPY: sopra 158 torna vicino a una zona sensibile per le autorità.
- Nikkei: verifica la continuità del rally tecnologico asiatico.
- CSI 300 e yuan: riflettono la fragilità della domanda cinese.
- Nasdaq: sostenuto da utili e aspettative Fed, ma esposto al petrolio.
- Oro: consolida dopo un rialzo settimanale superiore al 7%.
- Bitcoin: prova a costruire accettazione sopra 65.000.
- Applied Materials, Cisco e CoreWeave: principali verifiche tecnologiche della settimana.
Il lavoro debole ha ridotto il rischio di una Fed più restrittiva, ma Hormuz sta rimettendo l’energia al centro dello scenario. Prima del CPI, petrolio e rendimenti diranno se Wall Street può difendere i record senza riaccendere l’inflazione.
Il mercato non va inseguito. Va letto.
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