L’Asia apre la settimana in rialzo, ma i nuovi dati cinesi raccontano un’economia sempre più sbilanciata. A luglio la produzione industriale è cresciuta del 4,5% annuo e le vendite al dettaglio appena dello 0,6%. Nei primi sette mesi, gli investimenti fissi sono diminuiti del 6,7%.
La forza della manifattura tecnologica contrasta dunque con consumi, immobiliare e investimenti tradizionali ancora deboli. È il principale tema macroeconomico della giornata, mentre il dollaro arretra, lo yen recupera e il petrolio conserva il premio geopolitico legato allo Stretto di Hormuz.
La tecnologia cinese corre, la domanda interna no
Nei primi sette mesi la produzione industriale cinese è aumentata del 5,3%. Il comparto high-tech è cresciuto del 13,8%, con forti incrementi per dispositivi di stampa 3D, batterie al litio e robot industriali.
La domanda interna resta molto meno dinamica:
- vendite al dettaglio di luglio: +0,6% annuo;
- investimenti fissi gennaio-luglio: −6,7%;
- investimenti immobiliari: −19,2%;
- vendite di nuovi immobili: −13,1% in valore;
- disoccupazione urbana: 5,2%, dal 5% di giugno.
La Cina continua quindi a produrre ed esportare, ma fatica a trasformare la crescita industriale in consumi e investimenti privati. Pechino potrebbe dover rafforzare le misure a sostegno della domanda.
Borse asiatiche positive, ma con letture differenti
Prima e durante la pubblicazione dei dati, l’MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone ha guadagnato circa lo 0,5%. Le blue chip cinesi sono salite dello 0,8% e l’Hang Seng dell’1,6%.
Il Nikkei ha avanzato dello 0,3% dopo una crescita annualizzata del PIL giapponese dell’1,1% nel secondo trimestre. Il Kospi è rimasto chiuso per festività, mentre Australia e India hanno ceduto rispettivamente circa lo 0,4% e lo 0,5%.
Il mercato cinese sta premiando la produzione tecnologica e la possibilità di nuovi stimoli. Il Giappone affronta invece un problema opposto: crescita moderata, politica fiscale espansiva e rendimenti obbligazionari in forte rialzo.
Yen più forte, JGB ai massimi da trent’anni
Il rendimento del titolo governativo giapponese decennale ha raggiunto circa il 2,925%, massimo dal 1996. USD/JPY è sceso verso 159,08, mentre il mercato considera un ritmo più rapido di rialzi della Bank of Japan.
Il Dollar Index arretra verso 99,50. EUR/USD sale nell’area 1,1585–1,1591 e GBP/USD raggiunge circa 1,3551. I dati americani più deboli hanno ridotto al 30% la probabilità attribuita a un rialzo della Federal Reserve a settembre, dal 50% precedente.
Petrolio e oro mantengono il premio geopolitico
Il Brent oscilla nell’area 88,50–89,40 dollari e il WTI vicino a 81,74. Nel fine settimana il transito attraverso Hormuz si è ridotto drasticamente, mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran non hanno prodotto una soluzione.
L’oro sale verso 4.391 dollari l’oncia, sostenuto dal dollaro debole e dal ridimensionamento delle attese Fed. Il Treasury decennale si muove intorno al 4,68%: in calo nella mattina, ma ancora elevato rispetto agli ultimi mesi.
Calendario economico della giornata
| Ora italiana | Evento | Paese | Impatto | Asset sensibili |
|---|---|---|---|---|
| 09:00 | Dati su industria, consumi e investimenti | Cina | Alto | CNH, Hang Seng, rame, lusso |
| 14:30 | Empire State Manufacturing | USA | Alto | USD, Treasury, indici |
| 14:30 | Inflazione CPI di luglio | Canada | Molto alto | CAD, USD/CAD, bond canadesi |
| 14:30 | Investimenti esteri in titoli canadesi | Canada | Medio | CAD, rendimenti |
| 15:30 | Apertura Wall Street | USA | Alto | Indici, azioni, ETF |
| 16:00 | Indice NAHB del mercato immobiliare | USA | Alto | USD, bond, edilizia |
| 22:00 | Flussi TIC di giugno | USA | Medio/alto | Treasury, dollaro, oro |
Asset da monitorare
- CNH e Hang Seng: prima reazione all’aumento dello squilibrio cinese.
- USD/JPY e JGB decennale: collegamento tra aspettative BoJ e rischio d’intervento.
- EUR/USD: sostenuto dalla debolezza del dollaro, ma vicino ai massimi di due mesi.
- Brent: vulnerabile alle notizie su Hormuz e ai flussi navali.
- Oro: favorito dai tassi attesi, ma già vicino ai massimi recenti.
- Treasury decennale: misura il conflitto tra Fed più prudente e rischio fiscale.
- Homebuilder USA: NAHB e rendimenti ipotecari testeranno un settore ancora fragile.
- Bitcoin: vicino a 63.557 dollari, deve confermare il recupero sopra il minimo giornaliero di 62.670.
La Cina produce molto più di quanto riesca a consumare. Il Giappone deve conciliare crescita moderata e rendimenti trentennali. Gli Stati Uniti, intanto, mostrano una domanda meno brillante proprio mentre il petrolio mantiene vivo il rischio inflazionistico.
Il mercato non va inseguito. Va letto.
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