
L’inflazione è uno dei temi più caldi dell’economia mondiale, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19 che ha sconvolto i mercati e le abitudini di consumo. In questo articolo, analizzeremo i dati dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa relativi al mese di gennaio 2024, usciti ieri 13 febbraio, e cercheremo di capire quali sono le tendenze e le aspettative per il mese di febbraio.
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I dati dell’inflazione negli Stati Uniti a gennaio 2024 hanno sorpreso gli analisti, mostrando una crescita dello 0,2% su base mensile e del 3,1% su base annua. Si tratta di un livello superiore alle attese, che ipotizzavano un +2,9% annuo, e il più alto dal 2021. La spinta all’inflazione è stata determinata principalmente dai prezzi dell’energia, che sono aumentati del 5,5% su base mensile e del 25,5% su base annua, a causa della domanda in ripresa e dei tagli alla produzione da parte dei paesi Opec+. Anche i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti, del 0,6% su base mensile e del 4,8% su base annua, mentre quelli dei servizi sono rimasti stabili, con un +0,1% mensile e un +2,4% annuale.
L’inflazione Usa ha avuto un impatto negativo sui mercati finanziari, che temono che la Federal Reserve possa essere costretta a intervenire per frenare la spirale inflazionistica, alzando i tassi di interesse o riducendo gli acquisti di titoli di stato. Questo potrebbe rallentare la ripresa economica e penalizzare le azioni delle società più indebitate o con prospettive di crescita future. Per questo motivo, ieri 13 febbraio, Wall Street ha chiuso in calo, con il Dow Jones che ha perso lo 0,8%, il Nasdaq che ha ceduto l’1,2% e l’S&P 500 che ha arretrato dello 0,9%.
I dati dell’inflazione in Europa a gennaio 2024 sono stati in linea con le previsioni, mostrando una crescita dello 0,3% su base mensile e del 2,2% su base annua. Si tratta di un livello inferiore a quello degli Stati Uniti, ma comunque il più alto dal 2021. Anche in questo caso, la principale causa dell’aumento dei prezzi è stata l’energia, che è salita del 3,1% su base mensile e del 15,4% su base annua, seguita dai beni alimentari, che sono aumentati dello 0,5% su base mensile e del 3,6% su base annua. I prezzi dei servizi, invece, sono diminuiti dello 0,1% su base mensile e sono cresciuti solo dell’1,2% su base annua, riflettendo il persistente impatto delle restrizioni sanitarie sul settore terziario.
L’inflazione in Europa non ha scosso i mercati, che hanno chiuso in lieve ribasso, con il Dax che ha perso lo 0,3%, il Cac 40 che ha lasciato sul terreno lo 0,4% e il Ftse Mib che ha arretrato dello 0,5%. La Banca Centrale Europea ha confermato la sua politica monetaria accomodante, sostenendo che l’aumento dell’inflazione è temporaneo e dovuto a fattori di base e di offerta, e che non giustifica un cambio di rotta. La Bce ha anche ribadito il suo impegno a mantenere i tassi di interesse bassi e a proseguire il programma di acquisto di emergenza di titoli di stato (PEPP) fino a marzo 2025 o fino a quando la crisi del Covid-19 non sarà superata.
I dati dell’inflazione in Italia a gennaio 2024 hanno mostrato una crescita dello 0,4% su base mensile e del 2,1% su base annua. Si tratta di un livello in aumento rispetto al mese precedente, quando l’inflazione era stata dell’1,8% su base annua, e il più alto dal 2021. Anche in Italia, la spinta all’inflazione è venuta dall’energia, che è aumentata del 4,2% su base mensile e del 18,7% su base annua, e dai beni alimentari, che sono cresciuti dello 0,6% su base mensile e del 4,2% su base annua. I prezzi dei servizi, invece, sono rimasti invariati su base mensile e sono aumentati solo dell’1,1% su base annua.
L’inflazione in Italia ha avuto un effetto negativo sul potere d’acquisto delle famiglie, che negli ultimi due anni hanno dovuto spendere oltre 4000 euro in più per far fronte alla crescita dei prezzi. Tra i beni che hanno subito gli aumenti maggiori, ci sono i biglietti aerei internazionali (+106,1%), l’energia elettrica (+93,1%), i biglietti aerei nazionali (+65,4%), il gas (+62,5%), lo zucchero (+61,7%), il riso (+48,2%), l’olio d’oliva (+45,5%), il latte conservato (+37,4%) e il burro (+37%). Alcuni beni, invece, hanno registrato una diminuzione dei prezzi, come i cellulari (-12%) e i libri di narrativa (-6,3%).
Le previsioni per l’inflazione a febbraio 2024 sono contrastanti, a seconda delle fonti e delle aree geografiche. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’inflazione globale dovrebbe raggiungere il 3,5% nel 2024, il livello più alto dal 2011, a causa della ripresa della domanda, dei collo di bottiglia nella produzione e della politica monetaria espansiva delle banche centrali. Tuttavia, il Fmi prevede anche una graduale normalizzazione dell’inflazione nel 2025, quando dovrebbe scendere al 2,6%.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, le previsioni sono più incerte, a causa della forte volatilità dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Alcuni analisti ritengono che l’inflazione possa salire ancora a febbraio, superando il 3,5%, mentre altri si aspettano una moderazione, intorno al 3%. Molto dipenderà anche dalle decisioni della Federal Reserve, che dovrà bilanciare il sostegno alla ripresa economica con il controllo dell’inflazione.
Per l’Europa, le previsioni sono più ottimistiche, in quanto l’inflazione dovrebbe rimanere sotto il 2,5% a febbraio, grazie alla debolezza della domanda interna e alla prudenza della Banca Centrale Europea. Tuttavia, alcuni paesi, come la Germania e la Francia, potrebbero registrare dei picchi inflazionistici, a causa della fine delle misure fiscali temporanee e della ripresa delle attività economiche.

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