
L’ultima corsa dei mercati finanziari
Back to all insights Dire che i mercati crolleranno è un’affermazione che può essere considerata valida in questo momento. L’azionario,

Back to all insights Dire che i mercati crolleranno è un’affermazione che può essere considerata valida in questo momento. L’azionario,
Dire che i mercati crolleranno è un’affermazione che può essere considerata valida in questo momento.
L’azionario, se pur indebolito da notizie e trimestrali non eccessivamente grandiosi, è sulla via di una staticità che contraddistingue di solito una fase di indecisione e di moderazione all’investimento.
Il sentiment generalizzato sembra dar ragione all’ambiente FED (Federal Reserve) che mira a raggiungere il famigerato “atterraggio morbido” sebbene gli indicatori e le condizioni economiche tendono verso una recessione inevitabile, se non si prendono decisioni appropriate.
Per ora dobbiamo basarci su ciò che i grafici ci mostrano e su ciò che riusciamo ad anticipare guardandoli con l’occhio dell’esperienza, confrontando i dati e cercando di essere il più attenti possibile al rischio operativo.
Insomma situazione non semplice.
I mercati tendono ad avere una curva sempre più ampia tendente verso i minimi storici, che potrebbero arrivare presto, coadiuvando quello che stiamo osservando in medio oriente, in Europa e le decisioni delle banche centrali e la moderazione degli investitori.

Nvidia pubblica ricavi record da 68 miliardi e una guidance da 78 miliardi, confermando la forza dell’AI-trade globale. Tuttavia il mercato diventa più selettivo: “buono non basta più”. Tech forte ma nervoso, con focus su semiconduttori, cloud e data center in USA, Europa e Asia

Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia a BBB+ ma migliora l’outlook a positivo. Un segnale chiave per i mercati obbligazionari: conti pubblici più solidi, debito in stabilizzazione e posizione esterna forte. Non è un upgrade, ma spesso è il passo che lo anticipa.
La Federal Reserve mantiene invariati i tassi e riafferma la propria indipendenza in un contesto di inflazione ancora elevata, mercato del lavoro stabile e tensioni politiche. Powell difende la credibilità dell’istituzione mentre Wall Street reagisce con prudenza e l’incertezza macro resta alta.